Il variometro — per tutti il "vario" — è lo strumento che misura la velocità con cui sali o scendi, cioè il rateo verticale in metri al secondo, e lo traduce in un suono. Serve soprattutto a una cosa: trovare e centrare le termiche senza dover guardare in basso, tenendo gli occhi fuori, sulla vela e sul cielo. È il primo strumento che un pilota impara a usare quando smette di limitarsi a scendere e comincia davvero a fare quota.
Che cosa misura il variometro
Il vario misura la velocità verticale: quanti metri al secondo stai guadagnando o perdendo. Lo fa in modo indiretto ma preciso, leggendo la pressione atmosferica e la sua variazione nel tempo. Salendo, la pressione dell'aria diminuisce; scendendo, aumenta. Lo strumento calcola quanto in fretta cambia questa pressione e la trasforma in un valore di salita o discesa. Molti vari, sfruttando lo stesso sensore barometrico, integrano anche un altimetro che indica la quota, di norma tarato sulla pressione al livello del mare del giorno.
Il punto di forza è la sensibilità: il vario percepisce differenze minime che il corpo umano non coglie. In volo, infatti, quando la velocità verticale è costante non abbiamo la sensazione netta di salire o scendere, e l'aria intorno può ingannare. Lo strumento, invece, non si distrae: ti dice con oggettività se in quel punto preciso stai salendo o affondando.
Il suono: perché è così importante
La caratteristica più utile del variometro è il suono. In salita emette una serie di "bip" che diventano più acuti e più ravvicinati man mano che la salita è forte; in discesa, sotto una certa soglia, produce un tono grave e continuo. Questo linguaggio sonoro ti permette di capire cosa fa l'aria senza mai abbassare lo sguardo sullo schermo.
È un vantaggio enorme, perché centrare una termica richiede di guardare fuori: la vela sopra la testa, l'orizzonte, gli altri mezzi in aria, i cumuli che segnalano le ascendenze. Con il vario che canta puoi correggere la virata verso il lato dove sale di più, seguendo l'orecchio invece che gli occhi. La soglia a cui lo strumento inizia a suonare, sia in salita sia in discesa, è di solito regolabile secondo le preferenze del pilota.
A cosa serve davvero in volo
Tradotto in pratica, il variometro ti aiuta a:
- trovare e centrare le termiche, capendo da che parte l'aria sale di più e restando dentro il "cuore" dell'ascendenza — è il fondamento del volo termico, che approfondiamo in come sfruttare le termiche;
- sapere con certezza se stai salendo o affondando, anche quando la sensazione fisica inganna;
- tenere sotto controllo la quota grazie all'altimetro, utile per rispettare i margini e gli spazi aerei;
- navigare e decidere quando conviene lasciare una termica e ripartire, aspetto decisivo nel volo di cross country.
I tipi di variometro
Vario acustico semplice
È il modello base: misura salita e discesa e in genere include l'altimetro. Piccolo, leggero e dai consumi ridotti, è perfetto per chi muove i primi passi nel volo termico e vuole solo "sentire" l'aria senza fronzoli.
Vario-altimetro evoluto
Aggiunge funzioni utili come la memoria della quota, la temperatura, la cronologia del volo e display più leggibili. Resta uno strumento essenziale e affidabile, senza le complicazioni di un computer da volo.
Vario-GPS
Integra un ricevitore satellitare e apre un mondo: oltre a salita e discesa fornisce la velocità e la direzione rispetto al suolo, registra la traccia del volo e indica anche la quota GPS. Conoscere la velocità al suolo aiuta a stimare il vento e a volare in modo più consapevole, motivo per cui è la scelta di riferimento di chi inizia a fare distanza.
Computer da volo e app
Ai livelli più avanzati ci sono strumenti completi — dedicati oppure app di volo per smartphone — che aggiungono mappe, spazi aerei, waypoint e navigazione per il cross. Vale la pena ricordare una distinzione: l'altimetro barometrico si basa sulla pressione e va tarato, mentre la quota GPS è geometrica; i due valori possono differire leggermente ed è normale.
Il ritardo e i limiti
Nessuno strumento è istantaneo. Poiché il vario misura una variazione nel tempo, ha sempre un piccolo ritardo, il cosiddetto lag; i modelli moderni lo riducono con sensori migliori e filtri intelligenti, alcuni aggiungendo un sensore inerziale. Ma il punto vero è un altro: il variometro è un supporto, non un sostituto della sensibilità del pilota. Si impara prima a percepire l'aria — con il corpo, con la vela, con lo sguardo — e poi si usa lo strumento per confermare e affinare. Chi vola guardando solo lo schermo, prima o poi, si perde il volo.
A chi serve il variometro
Se stai pensando al tuo primo volo in tandem, la risposta è semplice: a te non serve nulla, allo strumento pensa l'istruttore. Il vario diventa importante quando cominci a volare in autonomia e a cercare la quota, di solito nella fase avanzata del percorso di formazione, quando dai voli in planata si passa al volo termico. È in quel momento che, durante i nostri corsi, il variometro entra in gioco e si impara a leggerlo insieme all'aria.
Per il pilota brevettato che vuole fare quota e distanza, invece, è praticamente indispensabile e fa parte a pieno titolo del corredo del pilota autonomo, insieme a vela, imbrago, sella e soccorso: ne parliamo nella guida all'attrezzatura per il parapendio, e il vario si sceglie con lo stesso criterio con cui si sceglie tutto il resto, ovvero in base al proprio livello reale — un tema che tocchiamo anche in come scegliere la vela. Per stimare bene le giornate e capire quando le termiche saranno attive, infine, lo strumento va sempre affiancato a una buona lettura del meteo, che trovi nella guida di meteorologia.
In sintesi
Il variometro misura salita e discesa e le traduce in suono, così puoi cercare le termiche tenendo gli occhi fuori. Ne esistono versioni semplici e altre evolute con GPS e mappe, ma tutte servono la stessa idea: capire cosa fa l'aria per volare meglio e più a lungo. Resta però uno strumento al servizio del pilota, non il contrario. Alla Scuola Parapendio Roma, attiva in Lazio e Centro Italia dal 2011 con l'istruttore nazionale Fabio Pasquali, ti insegniamo prima a sentire l'aria e poi a usare il vario per sfruttarla. Vuoi mettere alla prova la tua preparazione teorica? Prova il nostro simulatore d'esame. Daje, si vola!